Forse

Che strana parola “forse”. La prima cosa che ci vedo è la possibilità. La possibilità di dire si o no, di andare o restare, di fare oppure no. Un po’ come il “se”… ma attenzione, non è proprio la stessa cosa. Il “se” presuppone un rimpianto dietro di sé, la mancanza di una decisione, una scelta piuttosto che un’altra: se avessi fatto, se fossi stato… Il forse, invece, lascia aperta la possibilità, è molto più stimolante e creativa:
Forse domani verrò. O forse no, chissà.
Forse mi iscriverò a quel corso di spagnolo. O forse no, chissà.
Forse inizierò quella famosa dieta. O forse no, chissà.

Forse instaura dentro di noi il dubbio, l’incertezza, e quell’indeterminatezza che per alcuni può essere destabilizzante, per altri stimolante. Per me personalmente, pur essendo capace di molte certezze, preferisco di gran lunga l’incertezza del non sapere, del tentennare, del lasciare aperte le possibilità di scelta. Salvo poi una volta presa la decisione, non tornare indietro.

Ci sono stati periodi nella mia vita durante i quali vivevo di indecisioni. Complice un problema di salute che a quanto pare porta con sé l’incapacità a decidere, non riuscivo mai a prendere una posizione chiara su cosa volessi fare, su dove volessi andare. Mi sembrava di impazzire, letteralmente, e facevo impazzire chi mi viveva accanto.
Poi per fortuna i medicinali hanno rimesso le cose a posto, e inoltre una mia crescita personale ha contribuito a farmi accettare che nella vita si possa anche tentennare, di quando in quando, e procrastinare una scelta, una decisione, e perfino cambiare idea. Senza per questo essere messi al bando dagli altri.